QUANDO UNA CANZONE PROVOCA.

Pubblicato da Laura il

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“L’Arte non è una posa, ma resistenza alla mano che ti affoga.”
Cit.

Allora resistiamo, come nuovi partigiani di questa ennesima guerra umana. Guerra infida dove non ci si spara con le armi, non ci si tira pugni, ma si è vittime della violenza di spirito, e di spiriti cattivi ce ne sono fin troppi in questo mondo. Troppi che ignorano, si girano dall’altra parte, non si sentono chiamati in causa, mentre ad urlare e da troppo tempo siamo in tanti nei vari presidi delle città.

E si adattano a tutto quello che viene propinato senza interessarsi ad altre informazioni; ci abbeveriamo, come pecore smarrite alla solita fonte, anche se questa è tossica, melmosa e sporca. Un bella spianata di zitti che non capiscono che la vera strage che ucciderà l’avvenire e il cambiamento è l’indifferenza, la paura e l’ignoranza.

L’arte non è una posa, ma resistenza alla mano che ti affoga, canta Nicolò Fabi….ma in questa resistenza dov’è? Dove sono i Manuel Agnelli? I Silvestri, i Max Gazzè, le Giorgia? I Renga, gli Omar Pedrini, le Fiorella Mannoia, le Elisa, i Fedez, i Guccini, i J.AX, i Fresu, i Mario Biondi, le Carmen Consoli, le Paola Turci, i Vasco, i Ligabue, i De Gregori, le Emma, le Laura Pausini, i Jovanotti, le Naomi, le Carmen Consoli? E una miriade di altri ancora che come belle statuine sono stati ospiti di questo o di quel programma ringraziando i vari lavoratori dello spettacolo… per cosa? Cosa mi ringrazi, se nemmeno t’interessa sapere chi sono e cosa faccio? Che cantano le libertà umane, le giustizie sociali, i benedetti cambiamenti, la conferma dei diritti, che stimolano l’anima al combattere e poi come sovrani, si occupano di altro?

Dove sono loro detti donne e uomini della Cultura e dello spettacolo, dell’arte? DOVE È IL SOSTEGNO UMANO CHE HA CAMBIATO LA STORIA NEI SECOLI DEI SECOLI? Dove sono le istituzioni, i ministri, che ci mettono tutti ZITTI E BUONI.

Dove gli enti nazionali che dovrebbero sostenere gli artisti che sono le api operaie del mondo della Cultura?

Dov’è la SIAE che l’anno scorso mandò una mail a tutti gli autori dicendo che non eravamo soli, che il presidente ci mandava il suo sostegno… Bene, dov’è? Invece che prendere un forte atto politico economico decisionale a favore di autori che stanno facendo la fame e pregano di non doverci rimettere anni di sacrifici e lavoro. Perché non ne ho visto uno di questi prendere una responsabilità politica, sociale, mediatica, pubblica e partecipare attivamente alla RESISTENZA COME ARTE.

Allora è vero che l’industria della musica, dell’arte in generale è composta da persone che non c’entrano una mazza con la cultura? Quella che passa nei teatri, le piccole compagnie, le band, le cantanti, i danzatori che si arrabattavano (tempo passato, troppo passato) a fare mille progetti per arrivare a fine mese e che si presentavano al pubblico con una professionalità che molti degli artisti elencati sopra, dovrebbero imparare.

E quelli della suddetta Cultura dove sono? Fondazioni, che mandano sms per il loro sostegno, che vogliono recuperare l’arte, ma non gli artisti?

Dove sono tutti quei musicisti, cantanti, lavoratori dello spettacolo che si sono sempre lamentati delle condizioni contrattuali, lavorative, che TANTO E’ SEMPRE ANDATA COSI, quelli che l’anno passato hanno incrociato le braccia in segno di protesta? Adesso che il seme spinge dal basso?

DOVE SIETE TUTTI QUANDO BISOGNA DARE VOCE AL SOSTEGNO INTERNO DI CATEGORIA?

Piccole medie realtà che si trovano nei vari presidi delle città più o meno settimanalmente, che fanno riunioni meet di ore, perché il governo impedisce loro come liberi cittadini, di riunirsi per progettare un futuro, per sostenersi umanamente, per non crollare, o sopravvivere facendone due o tre, mentre in parlamento e al senato questi continuano a lavorare e spesso fare solo più casini che altro, perché È SINONIMO DI ABUSO DI POTERE il non riconoscimento di tutti i lavoratori di trovarsi per associazionismo (come riconosciuto dalla Costituzione), di occuparsi del proprio campo, esattamente come fanno i contadini, gli industriali, gli imprenditori, gli artigiani?

Perché, nel 2021, è PALESE che ci siano ancora troppo marcate le differenze sociali?

Che non si domandano dei problemi psicologici che la DAD sta provocando nei giovani, delle depressioni perché questi ultimi, oltre a vivere vogliono e DEVONO FARE ESPERIENZA di vita, che non vuol dire solo uscire e far serata, vuol dire trovarsi per scambiare malumori, idee, emozioni, vuol dire poter andare a trovare parenti che emanano calore, umanità, che un computer o un cellulare non danno, cari signore e signori!


La verità è che in Italia, la Monarchia non è mai stata cacciata, è intrinseca nel DNA e LA RIBELLIONE DEL POPOLO, DI TUTTO IL POPOLO è ancora lontana o, possiamo dirla tutta, è LA VERA UTOPIA DEL NOSTRO BEL PAESE.

Perché il popolo è troppo spaventato dallo sbagliare di essere punito, è troppo ancora sottomesso agli slogan che sono sabbia negli occhi. Perché il popolo si guarda ancora troppo dalla finestra e denuncia il vicino perché è uscito a fare il tampone, ma non denuncia lo spacciatore che delinque in fianco al suo uscio; non denuncia le urla che provengono per settimane della coppia dello stesso pianerottolo, non segnala le bestemmie e le botte prese dai figli da parte dei genitori o le mogli dai meriti e viceversa!

Dove siete tutto voi leoni da tastiera, che siete diventati improvvisamente TUTTOLOGI ? Quando vi si chiede di metterci la faccia, di venire dal vivo a esporre le vostre idee? Politici compresi, se così si possono chiamare, perché la politica attuale è un totocalcio, non è occuparsi dei cittadini, quindi non mi sento, da cittadina, che si possa o la si debba chiamare POLITICA!

Svendiamo lo spirito, svendiamo la cultura nelle scuole, l’istruzione ad un PC, svendiamo il paese al prossimo migliore offerente esattamente come successe alla Grecia; ci adattiamo e ci pieghiamo verso l’ennesimo re, senza comprendere che è il popolo ad avere il potere decisionale in mano! Che è il popolo che può e deve scegliere!
Dove siete quando c’è la possibilità oltre di leggere i propri pensieri, di far sentire la propria voce?

Dove sono gli artisti? Dove sono i Big? Dove sono le istituzioni? Dove sono le accademie? I conservatori? Dove sono i prèsidi, gli insegnanti, gli spettatori? I genitori, i ristoratori, gli operai che sono stati obbligati a lavorare contro la loro volontà da Confindustria, dove sono gli infermieri, i medici sfiniti da turni di eccessiva urgenza? Dove siete tutti?

Io sono qui, a scrivere, cucinare, studiare a cercar un impiego per arrotondare le spese; io sono quella che come tanti non si è mai fermata e grazie a Dio mai adattata a tutto quello che veniva passato dai media, dal web, dalla Tv che non vedo praticamente mai perché per la maggior parte dei programmi, trovo riprovevole e svilente. Sono quella che va al Presidio Cultura Partecipata BS e si unisce alle altre voci, più o meno diverse, ma pur sempre voci e parole che ci mettono la faccia, l’energia e la volontà di essere visti e di voler i propri diritti: di persone, donne e uomini e lavoratori!

Credo che le persone che più dovrebbero basare il proprio lavoro quotidiano sulla Costituzione, non la conosco nemmeno e guidano un paese. Penso a un ministro della Cultura a cui non fa più moda prendersela con lui, talmente è risultato INEFFICACE, che sono parole spese per niente, che pur è stato riconfermato. Penso a tutti i volti dei musicisti che hanno mollato ed alla mia riluttanza ad accettare che sono ancora troppo pochi quelli che partecipano il sabato mattina. Penso alla mia enorme utopia di credere al genere umano, ma la cosa peggiore, è quella di sapere che molti nel leggere credano che sia l’ennesimo sfogo da frustrazione, ma non è cosi: io sono in posto che urlo da sola e chiedo aiuto e urlo di credere che sia possibile di essere uniti e sentirci forti, non pecore ma lupi organizzati, lo chiedo io, ma so che in punti diversi di questa provincia, di questa nazione, di questo mondo, stiamo urlando all’unisono, chi più tenacemente, chi meno, ma soli, folli, utopici, proprio non siamo: NOI ESISTIAMO, NOI VIVIAMO, VOI DOVE SIETE?