PCPBS 1°Maggio 2021

Pubblicato da Laura il

PCPBS 1°Maggio 2021

Grazie all’amico Giancarlo Aceti che come augurio della festa del primo maggio, stamane mi ha mandato questa frase di San Francesco. Sono riuscita a leggerla di ritorno dalla manifestazione del Presidio Cultura Partecipata Bs, manifestazione presente per il 16esimo sabato davanti alla statua di Minerva e che guarda il duomo di piazza Paolo IV. E’ stata una dura prova stare in completo silenzio per due ore, intervallato solo dal nostro inno e da tre interventi che spiegano perché siamo in piazza ogni sabato, che cosa chiediamo e riflessione lanciamo all’interno della città e dei suoi cittadini e di tutta la provincia. Ho sentito una profonda rabbia nel ragionare a quanto ci si sente esclusi se non parte di un gruppo identificativo: in fianco a noi c’era la presenza dei sindacati di base e in piazza Loggia CGIL, CISL e UIL; e a quanto ci sia ancora da lavorare per rendere comune che non sia una sigla o un partito politico o una squadra a dettare chi sono e cosa faccio: io mi identifico nella razza vivente e quello è al di sopra di ogni ragione sociale, economica e di globalizzazione.La rabbia di un urgenza di far fermare tutto: tutte le parole, le promesse, il loro battere le mani, il muoversi a tempo con chi suonava, il sorridere nonostante ben il 95% delle donne in Italia , abbia perso il lavoro, causa Covid e politiche di parità pressoché inesistenti; rabbia per gli slogan che questi signori propongono sia politica che sindacali ormai a mio parere farlocchi ed obsoleti.
Io ero li a partecipare al lutto della mia attività, delle attività di tanti, senza urlare, senza usare motti ma ho osato, ho osato tantissimo….ho osato quello che la maggior parte non riesce a comprendere ed a utilizzate : il silenzio e l’ascolto.Silenzio necessario: una festa è dove tutti sono lieti, hanno la forza di sorridere, di godere che le cose siano cambiate in meglio e positive per tutti o per lo meno per tanti( 99%?, va bene).In ascolto: della forza che mi pervade dentro, che ci ha pervaso a chi era li con me, a sentirsi diversi anche se guardati da lontano, fotografato per descrivere il proprio 1 maggio in un post. In ascolto: del mio cuore che come diceva Francesco qui sopra, quando batte fa di me un artista! Quando una società non comprende questo è destinata inesorabilmente a morire, a non salvarsi, a cadere nell’oblio del buio e del nulla: non importa si puliscano le strade, si ritinteggino palazzi, che si voglia tutto in ordine all’esterno da noi, se nemmeno sappiamo dove sia finita la nostra coscienza pulsante, viva e di cuore.
Naturalmente questo è quello che penso io, e per me conta, almeno fino a 10, prima di parlare.
Buona festa dei lavoratori.Condoglianze a noi artisti.

SILENZIO :L’etimologia della parola silenzio è dal ricondursi al verbo latino silēre = tacere, non far rumore, da cui il sostantivo silentium = assenza di rumori o di suoni. Andando più indietro nel tempo, ci riportiamo, secondo alcuni studiosi, ad un’antica radice indoeuropea: si- = legare, che ritroviamo in alcune parole del sanscrito (ad esempio, si-nâmi = io lego). Se diamo per buona questa interpretazione (che, personalmente, trovo molto interessante), nell’idea del silenzio è insita l’idea del legare, dell’unire, cioè l’idea di creare un canale di comunicazione privilegiato. Tutte le religioni (religio = legame) consigliano, come esercizio spirituale, la pratica del silenzio. In effetti, il silenzio, in primis, crea un legame (permette una sorta di ri-sintonizzazione) con sé stessi, inducendo alla riflessione ed alla meditazione; riesce a creare un legame (un canale di comunicazione ottimale) con chi ascoltiamo in silenzio; il nostro silenzio ci rende molto più ricettivi nei confronti dell’ambiente esterno. Infine, bellissima l’immagine di due persone che riescono ad intendersi perfettamente con un solo sguardo, in assoluto silenzio. Tra loro non può che esserci un legame speciale…


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