COVID-19 ,SI MA NON PER TUTTI.

Pubblicato da Laura il

SHOOTING WITH EDITH PHOTO MILANO 2

Leggo ora il quotidiano di Bari dove c’è scritto che si è svolto in mezzo ad una folla di gente, il firma-copie di Gabbani, secondo classificato a Sanremo, alla Feltrinelli di Bari. Leggo sul Messaggero della folla di gente in un centro commerciale (Porto Allegro 2.0, Abruzzo) per incontrare Elettra Lamborghini. E fino qui nulla di opinabile, ognuno è libero di ascoltare la musica che vuole e seguire ed idolatrare i miti che vuole! Peccato che da circa due settimane siamo bloccati , ognuno nelle proprie realtà, per il COVID-19. Nonostante mi impegni a non cadere nei retaggi mediatici e riflettere prima di aprire bocca, mi si è scatenata dentro la bestia assatanata dell’ingiustizia, dopo aver letto gli articoli menzionati qui sopra. La situazione di precariato perenne che mostra il lavoro che ho scelto di fare è basato di fatto da uno stato, inteso come STATO SIAMO NOI, cui manchi una cultura generale sui lavoratori dello spettacolo e cosa siano e cosa facciano tali persone. Di come , visto che sono sempre stata una brava bambina, io e tanti colleghi ci siamo adeguati alle scelte delle istituzioni venute dall’alto, per tutela personale e comune. Questo periodo che ha molti dei richiami alla sopravvivenza per alcuni ,ci mette ancora in evidenza di quali siano le differenze !

Eventi annullati, concerti nei locali annullati o posticipati a data da destinarsi, corsi di insegnamento fermati senza avere la conoscenza di sapere fino a quando questo continuerà.

Ci ho messo sei anni a far capire alle persone che mi chiedevano :”Che lavoro fai?” , ” La cantante!”…” no ma davvero che lavoro fai?”. E sono stati sei anni veri, non cazzate, di rinunce, sacrifici, indecisioni, saluti a porti sicuri, per acque e posti sconosciuti ed incerti. Non c’era nulla di inaspettato, in tutto questo marasma.

Adesso mi sento più sulla nave dei disperati, di quelli che vivono nell’ombra, di quelli che fanno della vita un suono, una vocazione, ma hanno poca voce in capitolo e sopratutto non riescono a far capire cosa sia fare gli artisti a quasi tutti se non tanti di quelli intorno!Per lo più tempo sprecato, meglio investirlo continuando nel proprio intento, nel proprio lavoro, cercando di stare sereni, perché quando si ha fame, la lucidità e il buon senso a volte si perdono, perché non si diventa pignoli perché si è artisti, lo si diventa capendo che è inutile parlare alla gente che non vuole ascoltare e nemmeno capire. Che meglio vivere creando energia e riflessioni, che stupide discussioni che portano via il vero senso della vita: emozionarsi!

A quanto pare queste stesse relazioni con la vita, non le hanno tutti gli artisti, per fortuna o non fortuna loro. Ed a quanto pare, ci solo lavoratori “A” e lavoratori “B”: come lato B : quello del culo.

Ed i B lavoratori si devono sempre arrangiare a crearsi una battaglia, una lotta, un sistema di sopravvivenza a questi lavoratori A che si sentono in diritto e sopra la legge, di fare ciò che vogliono; spinti o no dalle loro etichette o manager , poco me ne deve fregare, dal momento che come tanti, mi sono adeguata alla legge di Papà Governo che tiene alla salute mia e di tutti noi.

La parte più cattiva di me, perché vive in me anche questa sfaccettatura, pensa che forse questi ritrovi di masse, sono l’auto-distruzione di persone che danno alle regole una misura minima di importanza (Gabbani e Lamborghini compresi), e che come spesso accade essere famosi , per tanti artisti porta il significato di fare ciò che si vuole , invece che avere l’onore di dare l’esempio.

#buongiornomondo!

Categorie: blog